In questi giorni ho avuto modo di notare alcune campagne pubblicitarie in tv ma anche sui social che mi hanno portato a riflettere…
Se lo scopo della pubblicità è suscitare emozioni che accendono i desideri, i quali, a loro volta, spingono agli acquisti, mi chiedo: che emozioni vogliono suscitare alcuni spot?
Cosicché son andata a rivedere alcune campagne pubblicitarie del passato e mi son soffermata su una delle mie preferite: Think different
Famoso tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, “Think different” è una delle pubblicità più copiate al mondo. Non suscita soltanto emozioni e non accende desideri, ”Think different” ri-costruisce l’immagine di Apple, nel 1997 in declino . Steve Jobs sapeva che per rilanciare il brand doveva valorizzarne l’immagine, ricreare un’identità e fare sentire differenti, e quindi speciali, i suoi utilizzatori accostandoli ai “folli visionari” del secolo scorso.
La campagna Think Different, spiegava Allen Olivo (Apple worldwide marketing communications 1997) “è per le persone alle quali non importa che cosa faccia il computer, ma a cui interessa cosa possono farci. La premessa è che quanti usano il computer di Apple sono differenti, e che noi, produciamo computer per quei pensatori creativi che credono che un individuo possa cambiare il mondo”.
Think Different ridefinisce lo scopo della pubblicità perchè fa qualcosa in più. Costruisce delle identità. Spiega cioè, in chiave emotivo-evocativa, che cos’è Apple, che cos’è il suo prodotto di punta (il Macintosh) e chi è il suo utilizzatore… tutto questo senza mostrare il prodotto!
Per me Geniale!

